#UNILIFE Come preparo un esame

Agosto, per uno studente universitario, è un mese complicato: la sessione estiva si è appena conclusa , le belle giornate invitano ad uscire, ma la sessione autunnale è dietro l’angolo. Come sopravvivere allo studio matto e disperato per l’esame?

Studiare con il caldo è un’impresa titanica, soprattutto quando si cerca di conciliare la sessione estiva con il lavoro. Anche prima di entrare nel mondo del lavoro, non riuscivo a preparare un esame senza una pianificazione dettagliata e precisa, da quando lavoro non posso letteralmente farne a meno.

STEP 1: Pianificare il lavoro

La primissima cosa da fare è pianificare la divisone del lavoro. Io inizio elencando gli argomenti da studiare.
Attualmente sto studiando per l’esame di Lingua Russa 3, perciò è stato abbastanza facile schematizzare gli argomenti di studio. Nel caso, invece, di esami monografici, come quello di Cultura Francese (il prossimo che dovrò dare) divido i libri da preparare in base ai capitoli.

È fondamentale, per me, segnarmi in un punto strategico la data dell’esame: deve essere visibile e sempre sott’occhio, ma neanche così tanto in evidenza da mettermi ansia per il tempo che scorre troppo velocemente.

STEP 2: Creare un plan fattibile

I primi tempi che ero all’università facevo spessissimo l’errore di caricare troppo le giornate di studio: mi segnavo davvero troppi argomenti da fare! Con il passare degli esami ho capito due cose importanti.
1. meglio poco che troppo
2. un giorno libero a settimana
Non caricare troppo il plan, ma diluire gli argomenti su più giorni, mi aiuta a non arrivare troppo stanca alla sera: faticando a dormire, specialmente in estate, stancarmi troppo oggi ha come conseguenza poca concentrazione domani. Lasciarmi un giorno libero mi permette di staccare la mente o, in caso di impegni improvvisi che non mi hanno permesso di studiare, di recuperare quello che non ho concluso i giorni precedenti.

Trovo comodissimo crearmi una visione mensile a griglia, così da capire subito a colpo d’occhio a che punto sono dello studio.
Quando, poi, la vado a completare, tengo sempre a mente che per 30 ore la settimana sono impegnata fuori casa a lavorare, perciò calibro il carico di lavoro anche in base al turno.

I primi due anni di università, in cui non dovevo far altro che studiare, riuscivo a preparare anche due esami insieme: la mattina studiavo una materia, il pomeriggio l’altra; il giorno dopo le scambiavo. Tenevo conto della difficoltà degli argomenti: il pomeriggio lo dedicavo a un argomento più leggero o alla copiatura degli appunti presi a lezione.
Lavorando non mi è possibile, perché o la mattina o il pomeriggio sono impegnata. Cerco, però, di sfruttare i momenti morti per portarmi avanti, magari facendo un esercizio in più o ripassando un argomento che reputo più “ostico”.

STEP 3: Dividere lo studio

Una volta avuta davanti la visione della totalità degli argomenti da preparare e degli giorni a disposizione, ho cominciato a “riempire” la griglia. Ho cercato di concedermi un paio di settimane per rileggere e schematizzare le varie regole, per poi dedicare quasi 3 settimane al vero e proprio ripasso e agli esercizi.
Riscrivere le regole grammaticali, dedicando a ogni argomento il giusto tempo, mi aiuta ad apprenderle meglio. Quando, poi, giungerà il momento di fare gli esercizi, dedico una decina di minuti a rileggere le regole, direttamente dal mio quaderno, per passare poi agli esercizi veri e propri.

STEP 4: Scegliere il materiale giusto

Per moltissime persone, la scelta del materiale da utilizzare è indifferente. Per me, invece, è un passaggio fondamentale. Scegliere il quaderno e le penne mi tranquillizza molto: avere una visione esteticamente bella aiuta sia la mia necessità di ordine, sia la mia memoria visiva.
Utilizzo tantissimo i colori, ma sempre seguendo un color code. Ad ogni “materia”, infatti, associo una coppia di colore, che utilizzo sempre.
Faccio l’esempio pratico. Per l’esame di russo ho deciso di usare il rosso e l’arancione.
– con il pennarello rosso, un Giotto punta grossa, scrivo i titoli degli aromenti
– con il pennarello arancione, un Giotto punta fine, i sottotitoli
– con la penna arancione, solitamente una Stabilo Pen, ora una penna in gel di Lidl, per le parole chiave
– evidenziatore arancione, sto adorando lo Stabilo Boss Pastel che ho acquistato qualche mese fa

STEP 5: Fare delle piccole pause

Su questo punto sto ancora lavorando: fin dalle medie/superiori, sono sempre stata una di quelle studentesse che si mettevano subito dopo colazione a studiare e andavo avanti a oltranza. Da un anno, circa, ho scoperto il metodo del pomodoro e sto cercando di seguirlo. In cosa consiste? Studiare 25 minuti, concentrandosi al massimo, per poi fare 5 minuti di pausa. Ogni 4 sessioni di studio, ci si concedono 20 minuti di pausa. All’inizio utilizzavo semplicemente l’orologio, ma mi sono resa conto presto che passavo più tempo a controllare l’ora, invece che concentrarmi. Dall’AppStore ho scaricato “Clock Work” e mi sto trovando molto bene: è possibile impostare a piacere la durata delle sessioni di studio e quella delle pause.

STEP 6: Controlla i tuoi progressi

Generalmente preferisco studiare la mattina: sono più carica e la pausa pranzo mi crea abbastanza sonnolenza. Nel tardo pomeriggio, però, dedico una mezz’ora o un’ora, dipende dall’argomento, a rivedere quello che ho studiato il giorno prima. Nel caso di russo, non solo vado a rileggere la regola grammaticale, ma ricontrollo anche gli esercizi, soffermandomi sugli errori più frequenti. Per esercitarmi ho acquistato in libreria un eserciziario con le correzioni in fondi: questo mi permette di veder da sola, una volta terminato l’esercizio, dove ho sbagliato, senza aver bisogno di una seconda persona. Trovo che sia molto utile e permetta di ridurre la possibilità che nel cervello “si fossilizzino” convinzioni errate.

Schematizzare un metodo di studio non è semplice: ognuno ha il proprio e non tutti gli esami sono uguali, anche all’interno dello stesso corso di laurea. Io utilizzo questo, a grandi linee, per tutti gli esami. Per quelli di lingua lo seguo in tutti i passaggi; mentre per quelli più discorsivi, come quello di Cultura, dedico più tempo alla schematizzazione dei vari capitoli e, conclusa questa, alla creazione di liste di parole chiave e mappe concettuali.

STEP 7: il giorno prima dell’esame

Una cosa che ho imparato solo recentemente è quella di concedermi un giorno di relax prima di dover sostenere l’esame. Il giorno prima, infatti, cerco di seguire una tabella di marcia abbastanza precisa.
– la mattina rileggo tutti gli appunti e cerco di ripetere gli argomenti senza utilizzare troppo le mappe
– il pomerigigo lavoro/ faccio i mestieri/ faccio qualunque cosa mi tenga la mente impegnata, possibilmente fuori casa
– dopo cena mi dedico a me stessa, coccolandomi con maschere e trattamenti beauty. Dedico anche una mezz’oretta alla scelta dell’outfit per il giorno dopo e alla preparazione della borsa e del pranzo.

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