Il mio viaggio a Londra

Se mi seguite sui miei social (clicca qui per la mia gallery di Instagram), saprete benissimo che sono stata a Londra a fine agosto.

Il viaggio ruotava tutto intorno alla mattina del 1° Settembre: i fan di Harry Potter sapranno che proprio quest’anno ricorreva il famoso “19 anni dopo”, capitolo conclusivo della saga. Ho approfittato della ricorrenza per tornare nella città che più amo: Londra.

Londra, giorno 1

Nonostante le previsioni dessero bello, Londra mi ha salutato con un acquazzone degno di nota! Non mi sono fatta scoraggiare e, lasciata la valigia in ostello, sono corsa a Westminster, a salutare il Big Ben. L’emozione di vederlo, appena messo piede fuori dalla metro è sempre qualcosa di incredibile.
Dopo aver fatto avanti e indietro per la stessa strada almeno 6 volte, e aver preso un Mocha bollente da Starbucks, sono andata a salutare un altro pezzo di Londra che mi era mancato tantissimo: la National Gallery. Purtroppo la stanchezza e il mal di piedi non mi hanno consentito di visitarla nuovamente, ma qualche sala l’ho vista comunque.
Come ultima tappa, prima di tornare in ostello e finalmente riposare, sono andata a Piccadilly, Da lì ho camminato per tutta Oxford Street, facendomi incantare dalle varie vetrine. Il mio obiettivo, però, era Primark e la sua limited edition di Harry Potter! Se siete a Londra, fateci un salto perchè anche la sola ambientazione merita: i capi e l’oggettistica sono esposti veramente bene e hanno fatto un grandissimo lavoro anche con il soffitto! Cosa ha salvato il mio portafogli dallo svuotarsi completamente? L’aver viaggiato solo con il bagaglio a mano!
La stanchezza dovuta alla levataccia, lo stress del viaggiare da soli e i tanti chilometri macinati hanno ridotto leggermente il mio itinerario ma, arrivata alle 8 di sera ero davvero stravolta. Tornata in ostello mi sono fiondata sotto la doccia per scaldarmi e ho cercato di organizzare un pochino il giorno successivo, prima di crollare.

Giorno 2: tra passeggiate e tatuaggi

Dopo una notte semi insonne e una levataccia, ho deciso di far colazione camminando per Hyde Park: che pace e che bellissima sensazione! L’ostello si trova vicinissimo a una delle entrate al parco e ne ho approfittato per godermi un inaspettato sole quasi autunnale e il silenzio della natura. Avevo deciso di attraversare il parco per raggiungere la Royal Albert Hall e, da lì, il Victoria and Albert Museum.Non era assolutamente programmato, ma mi sono trovata davanti al Kensington Memorial Park, una bellissima struttura in mattoni al centro di un fantastico “labirinto” di piante e fiori. Credo di averlo fotografato da ogni angolo e da ogni prospettiva.
Lasciato alle spalle quello splendore che è Hyde Park, mi sono trovata davanti la Royal Albert Hall: impacchettata! Sono riuscita a fotografarne qualche angolo ma la splendida facciata era tutta coperta da impalcature e ponteggi. Sempre camminando (ho abolito quasi del tutto i mezzi), sono andata al V&A Museum. Quando ho iniziato a organizzare il viaggio mi sono impuntata che volevo assolutamente visitarlo, senza un reale motivo, semplicemente mi chiamava! Arrivata lì ho capito il perché: oltre a una stupenda esposizione permanente sulla storia della moda, il cui accesso era gratuito, c’era anche una mostra temporanea dedicata a Balengiaga. Ero titubante ma sono contentissima di averla vista: non solo ho approfondito l’arte di uno stilista che apprezzo molto, ma ho visto abiti che sono delle vere e proprie opere d’arte.

Dopo un pranzo velocissimo, sono andata a farmi… un tatuaggio. Ebbene si, volevo sulla pelle un pezzo di Londra, città che mi è entrata nel cuore anni fa e che continua a richiamarmi a sé. Per scegliere lo studio mi sono affidata alla stupenda Irene Pila (date un’occhiata alla sua gallery di Instagram, cliccando qui), che mi ha suggerito l’Hammersmith Tattoo. I ragazzi sono stati veramente gentili e disponibili: già prima di partire avevo mandato loro un paio di email per avere informazioni e costi. La cosa che mi è piaciuta di più è stata il poter fare il tatuaggio direttamente quel pomeriggio.
Ancora molto emozionata, e anche abbastanza dolorante, sono tornata in centro, a rifarmi gli occhi da Harrods. Non ho acquistato nulla, se non una borsa con il logo per una collega che me l’aveva commissionata. Vedere il reparto natalizio, però, è stato bellissimo.

 

Ho deciso di dividere in due parti il mio racconto di viaggio, per dare la giusta importanza a ogni momento: ho sognato questo viaggio per così tanto tempo che anche ora, mentre scrivo, non mi sembra vero di averlo fatto. Ogni momento mi ha suscitato emozioni forti, altalenanti, e viaggiare “in solitaria” per la prima volta è stata una sfida, ma mi ha insegnato moltissimo.

Cose strane sul Tamigi.

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